Rifiuti e Responsabilitą
I questi giorno sto ricevendo molte mail di persone che mi chiedono come è possibile affrontare al meglio la drammatica stuazione dei rifiuti che sta affliggendo Napoli e la Campania. Lo stress e la tensione sono ormai ai livelli di gurdia. La qualità della vita peggiora sensibilmente giorno dopo giorno; la salute è sempre più a rischio e le attività economiche, turismo ed agricoltura in primis, stanno subendo gravissimi danni. Le scene che tv e giornali di tutto il mondo stanno mostrando da settimane, rendono purtroppo solo in parte l’idea del dramma che si sta compiendo. La realtà, se possibile è ancora peggiore di quanto appare.
Riuscire ad essere ottimisti, riuscire a non farsi sopraffare dalla rabbia è decisamente difficile. Ma ora non è più il tempo delle polemiche o delle accuse.
I responsabili di questo scempio devono assolutamente pagare, questo è fuori discussione. La priorità in questo momento è focalizzare ogni pensiero ed ogni azione sulla soluzione definitiva del problema. Un problema che non è solo campano, ma globale. Occorre ripensare in maniera radicale al nostro modello di sviluppo. Solo così potremmo garantire un futuro ai nostri figli.
Alla luce di quanto sta accadendo, ripropongo volentieri questo articolo scritto qualche tempo fa.
Se infatti è innegabile che amministratori e politici abbiano enormi responsabilità per la situazione attuale, è altrettanto vero che ognuno di noi può e deve fare molto molto di più. Basta alibi, scuse, lamentele e giustificazioni. Ora è il tempo di agire, concretamente.
Iniziare tutti a fare una seria raccolta differenziata, sensibilizzare amici, conoscenti, associazioni, uffici; iniziare a vivere in maniera più responsabile, tutti i giorni. Possiamo e dobbiamo pretendere da tutti i politici una azione più efficace per il miglioramento della qualità della vita di tutti, ma dobbiamo fare ogni giorno qualcosa in più. Tutti.
Siamo noi con le nostre scelte quotidine a fare la differenza. Nel bene come nel male. Canalizziamo rabbia, delusione e frustrazione nella direzione più funzionale al cambiamento. Lamentarsi serve a poco.
RESPONSABILITA’ (pubblicato l’ 08.11.2006)
“La storia siamo noi, nessuno si senta offeso […] nessuno si senta escluso” F. De Gregori
Noi siamo responsabili di tutto ciò che ci accade. Si. Può sembrare un’affermazione forte, cruda, qualcuno magari, leggendola penserà di non essere d’accordo. Eppure è proprio così. Spetta a noi, e a nessun altro prendersi la responsabilità delle cose.
Ma cosa vuol dire esattamente prendersi la responsabilità? Essere responsabili vuol dire letteralmente essere capaci di rispondere in maniera “abile”, appropriata a qualsiasi evento. Responsabile non significa colpevole, ma capace di agire in maniera efficace.
Essere responsabili significa chiedersi sempre “Cosa posso fare io per affrontare al meglio questa situazione?”; significa scegliere i propri pensieri, le proprie azioni, e non vivere in balia degli eventi, lasciando che il proprio stato d’animo sia determinato da fattori esterni, o che alibi, scuse e giustificazioni ci impediscano di agire.
Spesso rovesciamo sugli altri le colpe di ciò che non va, o l’onere di provvedere al cambiamento. Puntiamo il dito sugli altri senza prima guardare con onesta’ dentro di noi, iniziando a cambiare noi per primi. Ci lamentiamo del traffico impazzito delle nostre città, dell’ inquinamento, dell’economia, dello stress, della salute… Ma cosa facciamo concretamente noi ogni giorno? Poco o nulla. Anche quando facciamo (o ci sembra di fare) tanto, chiediamoci sempre se c’è qualcosa di più o di diverso che possiamo fare. Spetta a noi cambiare le cose. Fare la più grande rivoluzione di tutti i tempi. Iniziare a vivere in maniera consapevole e non lasciarsi trascinare da uno stile di vita che sta ammazzando il nostro pianeta e rendendo le nostre vite frenetiche e nervose.
Sono convinto che ognuno di noi può, con le proprie scelte quotidiane, con il proprio stile di vita, dare il suo piccolo ma importantissimo contributo concreto. Piccoli gesti quotidiani che possono davvero fare la differenza. Usare meno l’auto, scegliere elettrodomestici e lampadine a basso consumo, spingere per l’istallazione di pannelli fotovoltaici sui propri palazzi, nei nostri uffici, nelle scuole dei nostri figli… Può sembrare poco di fronte all’immensità delle città, delle industrie, delle nazioni… Poco è meglio di nulla. Iniziamo a cambiare, ma davvero, il nostro modo di vivere. E’ l’unica cosa che possiamo fare. Facciamone partecipi gli altri, coinvolgiamoli con il nostro entusiasmo, iniziamo a scegliere i prodotti di quelle aziende più sensibili alle problematiche dell’ambiente, usciamo dalla logica del consumismo più sfrenato, dalla cultura dell’usa e getta.
Forse qualcosa cambierà.
L’altro giorno ho visto un bimbo, non più di cinque anni, che, mentre camminava in strada con i genitori, si è chinato per raccogliere un foglio di giornale (tra le proteste della mamma…) per buttarlo in un cestino. In senso metaforico o letterale, facciamo lo stesso. Diamoci da fare.
Vogliamo un mondo migliore, iniziamo ad essere noi un pochino migliori. La storia siamo noi!
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