Prescindere
Pubblico volentieri un bell’articolo scritto da Giovanna Giuffredi, esperta di coaching, responsabile di Life Coach Italy ed ideatrice del progetto CQC, Coaching Quality Circle, una interessante iniziativa che unisce la professionalità delle migliori scuole e di esperti professionisti del coaching in un ciclo di incontri di formazione e riflessione.
A condizione che… o a prescindere?
Se mangi tutta la pappa mamma ti vuole più bene… Se superi bene l’anno, papà saprà che vali… Ti apprezzerò se agirai come ti dico… Ti amo a condizione che…
E se la pappa resta nel piatto? Meglio abbuffarsi tutta la vita piuttosto che mettere in crisi l’amore della mamma! Perso l’anno scolastico? Non sono più degno di stima! E se divento autonomo nelle scelte? Rischio di essere disprezzato. E se non mi adatto al volere di lui o di lei? Perderò anche l’amore! Non tutti i genitori, gli educatori e gli amanti si rendono conto della differenza tra volere “bene” e volere “il bene”, a prescindere dal proprio punto di vista, volere o tornaconto. Volere il bene implica ampliare le prospettive, rispettare desideri e punti di vista, riuscire ad indossare i panni altrui, riconoscere il valore della persona, indipendentemente dai risultati delle sue azioni. Significa saper valutare i fatti, senza mettere in discussione la persona. Un ragazzo che prende un brutto voto, non significa che non “capisce niente”, forse non ha "capito" solo una specifica parte del programma di una materia in quel momento dell’anno, o non è stato attento alla lezione, o ha studiato frettolosamente o non ha trovato un metodo adeguato, ecc. Sentendosi attaccare o attribuire dubbi sulle sue capacità, potrebbe attivare inconsciamente meccanismi auto-sabotanti: “è inutile che studio, tanto non capisco niente!” e perpetuare così l’insuccesso scolastico, offrendo il fianco a nuove svalutazioni, fino a demotivarsi completamente verso lo studio e perdere la fiducia in sé. Analoghe dinamiche, con i dovuti adattamenti, la può vivere un impiegato alle prese con un capo svalutante o un partner in una relazione affettiva sofferta. Spesso nelle relazioni familiari, amorose, sociali o lavorative è il bisogno di controllo che prevale e condiziona i rapporti. E una delle conseguenze più gravi è la svalutazione sottile e costante dell’autostima che lascia così il posto ai timori esistenziali, ai dubbi sul proprio valore e potere decisionale. Diverso è esprimere una sereno parere sui risultati ottenuti, cercando di stimolare eventuali azioni correttive.
Come liberarsi di tanti e tali condizionamenti e riconoscersi il diritto di valere “a prescindere”?
Il Coaching può disancorare convinzioni limitanti e aiutare a realizzare sogni accantonati troppo in fretta, a riscoprire risorse latenti, a riattivare energie sopite e la voglia di fare. Gettando un ponte vero il futuro, per rimodulare alcuni aspetti della propria vita, per evitare rimpianti su ciò che è stato e che non è più o su ciò che non è stato e che poteva essere… e per costruire ciò che sarà.
Il vero viaggio di scoperta non consiste nell’esplorare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi. (Marcel Proust)
Giovanna Giuffredi - Personal, Business & Corporate Coach
giovannagiuffredi@lifecoachitaly.it
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con Max Formisano e Raffaele Galasso
due scuole insieme per una esperienza indimenticabile
Una giornata di motivazione per conoscere ed utilizzare il proprio sistema di credenze ed avere una “visione” precisa di sé, capire dove ci auto-limitiamo e come trovare le spinte giuste per realizzare ciò che vogliamo.
info@maxformisano.it - www.maxformisano.it
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|► Sbagliare scrive:
26 Febbraio 2008 alle 18:53
[…] Impegnarsi tanto e non raggiungere un obiettivo o sbagliare continuamente, è senza dubbio difficile da sopportare.Il più delle volte, di fronte ad un errore siamo molto critici verso noi stessi. Ci sentiamo frustrati e incapaci; l’autostima crolla a picco e lo stress si accumula ancora di più.Un modo diverso di vedere le cose può aiutarci a vivere con più serenità la situazione.Di fronte ad un errore è molto importante fermarsi a riflettere a lungo su se stessi e rendersi conto che ad essere “sbagliati” non siamo noi, ma i nostri comportamenti.Sui comportamenti si può agire; si possono cambiare pensieri ed azioni poco funzionali al raggiungimento di qualsiasi obiettivo. Ma occorre volerlo davvero. Molto spesso, di fronte a comportamenti ed errori reiterati nel tempo, si finisce per convincersi di essere sbagliati. Ci si abbatte, si rinuncia a lottare e ci si rassegna al fallimento.E’ molto importante comprendere che il nostro valore prescinde dai risultati che otteniamo. […]