gratitudine
Durante una conferenza di presentazione del mio CD, Vivere RilassataMente, ad un tratto una persona alza la mano per farmi una domanda. Era un uomo di circa 50 anni, dal viso triste e sofferente. Mi chiede come potesse mai essere felice e sereno con tutti i problemi che aveva. Iniziò con un lungo elenco di situazioni che stava vivendo, ed effettivamente non erano tutte semplici da affrontare. Ero pronto ad iniziare una breve risposta quando chiede la parola una piccola signora seduta in fondo alla sala. Aveva un viso luminoso e simpatico e, malgrado avessi voglia di rispondere a quell’uomo, non riuscii a fare a meno di lasciar parlare quella donna. Aveva 68 anni, dichiarò fiera tra lo stupore generale -ne dimostrava infatti molto meno. Aveva un figlio affetto da una grave disabilità mentale, ed il marito le era morto pochi anni dopo il matrimonio. Ogni giorno, da oltre 40 anni, dopo aver badato alle faccende domestiche, si dedicava al suo lavoro: la sarta. Passava ore a lavorare; a creare, rifinire, tagliare e cucire. Il figlio le stava sempre accanto, e lei, alternava il racconto di meravigliose favole ad un vero e proprio tirocinio. Nel tempo infatti era riuscita a coinvolgerlo nella sua opera e lui ora riusciva a rendersi utile, spesso nel valutare e “criticare” il lavoro della mamma. La donna disse di essere continuamente grata a Dio dell’opportunità che le ha dato. La possibilità di fare il lavoro che amava, la possibilità di poter dare tutto il suo amore al figlio e la gioia di sentire l’amore del figlio. Raccontò con trasporto le emozioni che provava nell’ammirare le sue creazioni indossate da giovani ragazze commosse in vista del loro matrimonio, ed il calore che le dava l’affetto di tutti i clienti, alcuni ormai fedeli da molti molti anni, che la facevano sentire quasi una di famiglia. Certo, disse di avere tanti rimpianti: avrebbe voluto fare tante cose nella sua vita: viaggiare, risposare, uscire un po’ con le amiche, ma questo non le aveva impedito di vivere ogni giorno come un dono e di ringraziare per quello che aveva, piuttosto che lamentarsi di quello che le mancava.
Non so se sono riuscito a trasmettere le emozioni provate quel giorno. E’ difficile descriverle a parole. Quando la donna finì di parlare, un applauso forte partì spontaneo da tutta la sala. Un velo di commozione si diffuse tra tutti i partecipanti e qualche lacrima solcò le guance di alcuni tra i presenti. Devo ammettere che anch’io rimasi davvero colpito dalle parole di quella donna. Che forza, che serenità, che energia, che voglia di vivere e che lezione!
Troppo spesso passiamo le giornate a lamentarci di quello che non va e ci dimentichiamo del tutto di quello che abbiamo. Diamo le cose per scontate, smettiamo di apprezzarle e passiamo molto tempo a crogiolarsi nei nostri problemi. Quale che sia la nostra condizione attuale, e quale che sia quella desiderata, una buona abitudine da sviluppare può essere quella di divenire più consapevoli di tutto ciò che abbiamo. Essere grati, a se stessi, agli altri, a Dio, per ciò che si ha e per ciò che si è, e trarre la forza da questo per cercare di migliorare quello che non ci soddisfa. Essere grati non vuol dire infatti accontentarsi o negare l’esistenza di un problema. Vuol dire essere consapevoli di ciò che si ha e che spesso passa inosservato. Fuor di retorica, ci sono milioni di persone che non hanno nemmeno un tetto sotto cui ripararsi, non hanno garantito un piatto caldo né un bicchiere d’acqua; a volte non sanno neppure se riusciranno ad riaprire gli occhi il giorno dopo. Per quanto gravi possano essere tutti i nostri problemi, forse il modo migliore per affrontarli è proprio partire dalla consapevolezza di quello che abbiamo. Quanto siamo bravi a complicarci la vita…
Rivolgi ogni giorno un sincero pensiero di gratitudine per tutto quello che hai; ringrazia te stesso, le persone che ti sono attorno, ringrazia il tuo Dio… La gratitudine è, a mio avviso, uno dei sentimenti più nobili e potenti che si possano provare.
Non sappiamo più apprezzare le cose belle che ci circondano: un abbraccio, un gesto d’affetto, un amico sincero, un bacio appassionato, un tramonto, un bel paesaggio, un sorriso, l’acqua corrente, il cibo ecc..
Certo, problemi e difficoltà non mancano mai, ed è naturale avere momenti di stanchezza, delusione, disagio e frustrazione. Solo imparando a scegliere i nostri pensieri possiamo riuscire a risollevarci e cambiare le cose.
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Arianna scrive:
23 Settembre 2009 alle 13:03
Grazie per questo articolo.
rino scrive:
24 Settembre 2009 alle 07:16
Bellissimo post.
Complimenti per quello che fai.
Con gratitudine.
Rino